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Edilizia: per quali interventi spetta l'Iva agevolata al 10%

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Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza su un tema che interessa moltissime migliaia di cittadini e sul quale, nonostante i vari chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, sorgono spesso numerosi dubbi per via della vastità del materiale legislativo di riferimento.

L’Iva al 10% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è stata introdotta con la legge 448 del 23 dicembre 1999 che prevedeva l’introduzione del regime straordinario per l’anno 2000.

Gli interventi ammessi all’agevolazione erano quelli indicati dall’art. 31, comma 1, lettere a), b), c), d), e) della legge 457 del 5 agosto 1978, poi confluiti nell’articolo 3 del Testo Unico per l’Edilizia del 2001, nel quale è specificato che:

Art. 3 - 1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:
a) "interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;
c) "interventi di restauro e di risanamento conservativo", gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
d) "interventi di ristrutturazione edilizia", gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica.

L’agevolazione è stata rinnovata di anno in anno fino al 31 dicembre 2005, mentre dal 2006 si è tornati ad applicare l’aliquota Iva al 20%. La Finanziaria 2008 ha però reintrodotto le agevolazioni per il triennio 2008-2010. A completare il quadro ci penserà la Direttiva UE 2006/12/CE, attualmente in discussione alla commissione finanze della Camera, che permetterà di rendere permanente il regime Iva 10%, ad oggi ancora straordinario.

Alla luce di questa situazione, riportiamo un breve quadro riassuntivo:

 

Le aliquote Iva applicabili dal 2008 per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio

 

Tipologia d'intervento Vecchio riferimento normativo Nuovo riferimento normativo Aliquote IVA
Manutenzione ordinaria edifici residenziali e non Art. 31, comma 1, lett. a) della Legge 457/1978 Art. 3, comma 1, lett. a) del DPR 380/2001 20% (10% se edificio residenziale)
Manutenzione straordinaria edifici residenziali e non Art. 31, comma 1, lett. b) della Legge 457/1978 Art. 3, comma 1, lett. b) del DPR 380/2001 20% (10% se edificio residenziale)
Manutenzione straordinaria edifici residenziali pubblici Art. 31, comma 1, lett. b) della Legge 457/1978 Art. 3, comma 1, lett. b) del DPR 380/2001 10% (n. 127-duodecies, Tabella A, Parte III, del DPR 633/1972)
Risanamento e restauro conservativo Art. 31, comma 1, lett. c) della Legge 457/1978 Art. 3, comma 1, lett. c) del DPR 380/2001
10% (n. 127-quaterdecies, Tabella A, Parte III, del DPR 663/1972)
Ristrutturazione edilizia Art. 31, comma 1, lett. d) della Legge 457/1978 Art. 3, comma 1, lett. d) del DPR 380/2001 10% (n. 127-quaterdecies, Tabella A, Parte III, del DPR 663/1972)
Ristrutturazione urbanistica Art. 31, comma 1, lett. e) della Legge 457/1978 Art. 3, comma 1, lett. f) del DPR 380/2001 10% (n. 127-quaterdecies, Tabella A, Parte III, del DPR 663/1972)

 

Si possono utilizzare i nuovi riferimenti al Testo Unico per indicare la tipologia di intervento realizzato sia in fattura che nelle lettere inviate ai committenti per la richiesta di applicazione delle aliquote Iva agevolabili.

Resta ferma anche per il futuro l'aliquota del 10% per i contratti di appalto aventi ad oggetto interventi incisivi di recupero, quali il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia e la ristrutturazione urbanistica (art. 3, c. 1, lett. c, d ed f, del D.P.R. 380/2001), in quanto prevista a regime (ossia senza vincoli temporali) dal n. 127 - quaterdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972.

Allo stesso modo, rimane confermata, anche dopo il 1° gennaio 2006, l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 10% per l'acquisto dei beni finiti (con esclusione, quindi, delle materie prime e semilavorate) impiegati nella realizzazione di questi interventi di recupero più incisivo, così come stabilito dal n. 127-terdecies, della citata Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972.

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